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CREDITO DI IMPOSTA PER BOTTEGHE E NEGOZI IN LOCAZIONE

 

Lo prevede il Decreto 'Cura Italia': mancano i chiarimenti, mentre non mancano aspetti dubbi e controversi


Il Decreto “Cura Italia” (Dl 18/2020) ha introdotto con l’art. 65 uno specifico credito di imposta per le “botteghe e negozi” colpiti dall’emergenza Coronavirus in quanto costretti alla chiusura dal DPCM dell’11 marzo 2020: è pari al 60% dell’ammontare del canone di locazione relativo al solo mese di marzo 2020 e limitatamente agli immobili rientranti nella categoria catastale C/1 (negozi e botteghe).

Il credito d’imposta è utilizzabile, esclusivamente, in compensazione.


Sono escluse dall’agevolazione le attività non costrette alla chiusura, identificate dal citato DPCM 11 marzo 2020 (Allegati 1 e 2). Si tratta di:

  • 1. Ipermercati
  • 2. Supermercati
  • 3. Discount di alimentari
  • 4. Minimercati ed altri esercizi non specializzati di alimentari vari
  • 5. Commercio al dettaglio di prodotti surgelati
  • 6. Commercio al dettaglio in esercizi non specializzati di computer, periferiche, attrezzature per le telecomunicazioni, elettronica di consumo audio e video, elettrodomestici
  • 7. Commercio al dettaglio di prodotti alimentari, bevande e tabacco in esercizi specializzati
  • 8. Commercio al dettaglio di carburante per autotrazione in esercizi specializzati
  • 9. Commercio al dettaglio apparecchiature informatiche e per le telecomunicazioni (ICT) in esercizi specializzati
  • 10.Commercio al dettaglio di ferramenta, vernici, vetro piano e materiale elettrico e termoidraulico
  • 11.Commercio al dettaglio di articoli igienico-sanitari
  • 12.Commercio al dettaglio di articoli per l'illuminazione
  • 13.Commercio al dettaglio di giornali, riviste e periodici
  • 14. Farmacie
  • 15.Commercio al dettaglio in altri esercizi specializzati di medicinali non soggetti a prescrizione medica
  • 16.Commercio al dettaglio di articoli medicali e ortopedici in esercizi specializzati
  • 17.Commercio al dettaglio di articoli di profumeria, prodotti per toletta e per l'igiene personale
  • 18.Commercio al dettaglio di piccoli animali domestici
  • 19.Commercio al dettaglio di materiale per ottica e fotografia
  • 20.Commercio al dettaglio di combustibile per uso domestico e per riscaldamento
  • 21.Commercio al dettaglio di saponi, detersivi, prodotti per la lucidatura e affini
  • 22.Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato via internet
  • 23.Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato per televisione
  • 24.Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto per corrispondenza, radio, telefono
  • 25.Commercio effettuato per mezzo di distributori automatici
  • 26. Lavanderia e pulitura di articoli tessili e pelliccia
  • 27.Attività delle lavanderie industriali
  • 28.Altre lavanderie, tintorie
  • 29.Servizi di pompe funebri e attività connesse
     

Oltre a quelle ricomprese nell’elenco qui sopra, anche altre attività commerciali, artigianali, professionali sembrano oggettivamente escluse dall’agevolazione, compresi i titolari di reddito di lavoro autonomo e le imprese utilizzatrici di altre tipologie di immobili (es. A/10 e D/1), diverse da C/1.

Questi soggetti, infatti, non hanno dovuto interrompere l’attività a seguito delle disposizioni normative, sebbene in moltissimi abbiano proseguito a ritmo ridotto o, comunque, per senso di responsabilità hanno preferito interrompere l’attività.
 

Al momento, salvo successivi chiarimenti, sembrano escluse dall’agevolazione anche attività obbligate alle chiusura forzata, quali, ad esempio, le palestre (che di norma utilizzano immobili di Cat. D/6), i cinema e i teatri (D/3).


Venendo all’ambito applicativo, l’agevolazione si riferisce testualmente al canone di locazione “relativo al mese di marzo 2020”, senza altre indicazioni specifiche quali ad esempio l’avvenuto pagamento del canone. Sul punto si attendono i dovuti chiarimenti.

Sarebbe auspicabile che, in sede di interpretazione ufficiale, tale aspetto venisse prontamente confermato, ragionando eventualmente sulla possibilità per il locatario di beneficiare del credito d’imposta anche prima dell’effettuazione del pagamento, soluzione che comunque potrebbe dilatare i normali tempi di incasso da parte del locatore.


Ricordiamo che, sulla base delle normative attualmente in vigore, la chiusura forzata di negozi, bar, ristoranti, palestre, parrucchieri, ecc., dovrebbe scadere il 25 marzo: è quasi certo che tale termine sarà come minimo prorogato al 3 aprile e non si possono escludere ulteriori slittamenti. Si sta consolidando in questi giorni la possibilità di un’ulteriore stretta sulle limitazioni agli spostamenti, con l’utilizzo anche dell’esercito per i controlli.

Fino a quando non si arriverà ad una riduzione dei casi positivi al Coronavirus, non è ipotizzabile un allentamento delle misure in corso.


Come già abbiamo riportato nella comunicazione di ieri in relazione alle indennità INPS per artigiani e commercianti, le misure varate sono inadeguate, con risorse insufficienti per imprese, professionisti e lavoratori. E’ necessario un incremento dei fondi, prevedendo aiuti concreti e di facile ottenimento, limitando al minimo gli adempimenti burocratici.
 

Luino, 19 marzo 2020

 

    F.to Il Direttore
Dr. Luca Maria Gobbato

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